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SoundCloud distribuirà musica su altre piattaforme streaming come Spotify e Apple Music

today20 Febbraio 2019

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La società fondata in Svezia ha lanciato una nuova funzione che prevede che, all’interno delle formule premier SoundCloud Pro o Pro Unlimited, la piattaforma distribuisca la musica dei suoi utenti anche su Spotify, Apple Music, Amazon Music, YouTube Music, Tencent, Instagram e altri servizi di streaming.

Perché questo accada deve però trattarsi di musica originale (non cover o remix) e l’autore deve possederne tutti i possibili diritti, essere maggiorenne nel suo paese e avere avuto almeno mille ascolti nell’ultimo mese nei paesi dove SoundCloud ha abbonamenti e annunci pubblicitari attivi, che al momento – riferisce Music Ally – sono Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi e Nuova Zelanda.

Non è richiesto, agli artisti che decideranno di attivare l’opzione, alcun costo aggiuntivo oltre a quelli già previsti dalla formula Pro o Pro Unlimited. SoundCloud assicura inoltre che gli artisti manterranno il 100% dei loro diritti e il 100% delle royalties derivanti dai loro contenuti musicali distribuiti sulle altre piattaforme. Per aggiungere questo tipo di opzione, Soundcloud ha fatto squadra con i software di FUGA: “La tecnologia di FUGA rende possibile una porzione delle impostazioni di SoundCloud”, ha dichiarato un portavoce di FUGA a Music Ally.

“Si tratta di un ecosistema a due facce”, ha spiegato il CEO di SounCloud Kerry Trainor a Billboard, proseguendo: “I creatori portando grandi contenuti e quel contenuto ha l’opportunità di essere scoperto. Noi usiamo molto la parola ‘primo’ perché spiega come mai la piattaforma è così speciale. Vogliamo essere il primo posto dove quei creatori vengono a condividere il loro lavoro con il mondo”. Allo stato attuale, SoundCloud sta testando la nuova funzione con una prima tranche di artisti, come Leaf e mobilegirl. 

L’annuncio della società nata nel 2007 arriva a qualche mese di distanza dalla decisione di SoundCloud di inserire una formula di monetizzazione diretta per i suoi artisti così che possano trarre il maggior vantaggio possibile dalla base di utenti affiliata alla piattaforma, una scelta certamente non slegata dalla novità lanciata da Spotify lo scorso mese di settembre che ha reso possibile per la prima volta per gli indipendenti il caricamento in maniera autonoma e gratuita della loro musica sul colosso dello streaming svedese.

Scritto da: Andrea Secci

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