Cerco il sole ma non see’è…
Dorme ancora la campagna, forse no,
È sveglia, mi guarda, non so.
Già l’odore della terra odor di grano,
Sale adagio verso me.
E la vita nel mio petto batte piano,
Respira la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno a ancor piú in là,
Sembra quasi un mare l’erba,
E leggero il mio pensiero vola e va
Ho quasi paura che si perda…
Un cavallo tende il collo verso il prato
Resta fermo come me:
Faccio un passo, lui mi vede, è già
Fuggito…
Respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so
Sono come, un uomo in cerca di se stesso
No, cosa sono adesso non lo so
Sono solo, solo il suono del mio passo…
Ma intanto il sole tra la nebbia filtra già:
Il giorno come sempre sarà.
La storia del pezzo
Il synth Moog di PFM
Franco Mussida scrisse Impressioni di settembre prendendo spunto da Emozioni di Lucio Battisti, brano che la PFM aveva da poco inciso insieme allo stesso Battisti. Il testo porta la firma di Mogol e Mauro Pagani.
Secondo la band sarebbe la prima traccia italiana registrata con il sintetizzatore Moog, e fu proprio questo elemento a colpire il pubblico all'uscita. Il brano uscì nell'ottobre 1971 sul lato B del 45 giri La carrozza di Hans, poi in una versione diversa nel gennaio 1972 nell'album Storia di un minuto.
Nel 2021 finì al centro di una polemica: usato come colonna sonora nella miniserie su Vermicino, la PFM e Mogol si dissociarono con una nota, spiegando che musica e testo raccontano libertà e gioia, sentimenti opposti a quella tragedia.
Scheda scritta con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, usando solo fatti presi dalle fonti indicate.
Il testo di Impressioni di Settembre
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