Enola gay, you should have stayed at home yesterday
Oho it can’t describe the feeling and the way you lied
These games you play, they’re gonna end it all in tears someday
Oho Enola gay, it shouldn’t ever have to end this way
It’s 8:15, that’s the time that it’s always been
We got your message on the radio, condition’s normal and you’re coming home
Enola gay, is mother proud of little boy today
Oho, this kiss you give, it’s never ever gonna fade away
Enola gay, it shouldn’t ever have to end this way
Oho Enola gay, it should’ve faded our dreams away
It’s 8:15, oh that’s the time that it’s always been
We got your message on the radio, condition’s normal and you’re coming home
Enola gay, is mother proud of little boy today
Oho, this you give, it’s never ever gonna fade away
La storia del pezzo
Il bombardiere nel nome
Gli OMD la scrivono per il loro secondo album, Organisation, uscito nel 1980. Il testo di Andy McCluskey guarda al bombardamento di Hiroshima del 6 agosto 1945, sganciato dall'aereo che dà il titolo al brano: Enola Gay, il nome della madre del pilota Paul Tibbets. Musicalmente il pezzo non ha un vero ritornello cantato: al suo posto un giro di sintetizzatore che si ripete identico dall'inizio alla fine, sulle stesse quattro note.
In casa OMD non tutti ci credevano: il tastierista Paul Humphreys non la amava, e il manager del gruppo minacciò le dimissioni se fosse uscita come singolo. Alla radio arrivò comunque, e in Gran Bretagna entrò in classifica dal basso, al numero 59, per risalire fino all'ottavo posto in quattro settimane: il primo ingresso della band nella top ten di casa. In Italia, Portogallo e Spagna arrivò dritta al primo posto.
Curiosità: alcune radio britanniche la evitarono perché veniva letta come un inno alla comunità gay, tanto che la BBC la vietò nel programma per ragazzi Swap Shop. Il video fu girato in tre ore in uno studio televisivo, con le mani del tastierista animate fotogramma per fotogramma sopra le immagini.
Scheda scritta con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, usando solo fatti presi dalle fonti indicate.
Il testo di Enola Gay
Continua ad ascoltare





