La storia del pezzo
Il titolo che inganna
«I Like Chopin» apre l'album di debutto di Gazebo, uscito nel 1983. Il titolo fa pensare a Chopin, ma non è così: la musica, scritta da Pierluigi Giombini, non contiene alcun tema del compositore polacco. Il testo è invece firmato dallo stesso Gazebo.
Il brano arriva primo in classifica in diversi paesi europei. L'anno dopo, nel 1984, la cantante e attrice giapponese Asami Kobayashi ne incide una versione in giapponese, con testo di Yumi Matsutoya, che resta in vetta alla classifica Oricon per tre settimane.
La canzone continua a viaggiare: nel 1985 il cantante sovietico Serg Minaev ne registra una versione in russo, inclusa nell'album Collage. Nel 1992 è la volta dei Grasshopper, gruppo di Hong Kong, che la incidono in cantonese e poi in mandarino.
Scheda scritta con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, usando solo fatti presi dalle fonti indicate.
Fonti:
Wikipedia (en) — I Like Chopin
Testo
Remember that piano
So delightful unusual
That classic sensation
Sentimental confusion
Used to say
I like Chopin
Love me now and again
Rainy days never say goodbye
To desire when we are together
Rainy days growing in your eyes
Tell me where’s my way
Imagine your face
In a sunshine reflection
A vision of blue skies
Forever distractions
Used to say
I like Chopin
Love me now and again
Rainy days never say goodbye
To desire when we are together
Rainy days growing in your eyes
Tell me where’s my way