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L’intelligenza artificiale ci ruberà il lavoro? Forse dovremmo farci un’altra domanda

today21 Agosto 2026 51 9

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L’intelligenza artificiale ci ruberà il lavoro? È probabilmente una delle domande più frequenti da quando strumenti come ChatGPT sono entrati nella vita quotidiana di milioni di persone.

Nella nuova puntata di “Intelligenza Artificiale – Istruzioni per l’uso”, Andrea Secci ne parla con Beatrice Mazzanti, marketer ed esperta divulgatrice di intelligenza artificiale.

La risposta è meno scontata di quanto sembri.

L’AI può automatizzare attività, velocizzare processi e permettere a un professionista di produrre in molto meno tempo ciò che fino a pochi anni fa richiedeva ore di lavoro. Ma ci sono ancora elementi fondamentali che rimangono nelle mani delle persone: contesto, esperienza, capacità di giudizio e pensiero critico.

Il punto, quindi, potrebbe non essere chiedersi se l’intelligenza artificiale sostituirà le persone.

La domanda più interessante è un’altra: chi non utilizza l’intelligenza artificiale rischia di essere superato da chi ha imparato a usarla?

Secondo Beatrice Mazzanti è proprio questo uno degli aspetti sui quali professionisti e soprattutto giovani dovrebbero iniziare a riflettere.

Oggi le possibilità per avvicinarsi all’AI e formarsi sono moltissime, spesso anche gratuitamente. Ignorare questi strumenti rischia quindi di trasformarsi progressivamente in uno svantaggio professionale.

Ma attenzione: utilizzare l’intelligenza artificiale non significa affidarle qualsiasi decisione.

Bisogna continuare a fare domande, verificare le risposte, mettere in dubbio ciò che produce e utilizzare sempre il proprio pensiero critico.

Guarda la nuova puntata di “Intelligenza Artificiale – Istruzioni per l’uso” con Andrea Secci e Beatrice Mazzanti su Radio Nostalgia.

Scritto da: Andrea Secci

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