Sabato 6 agosto l’Estate Nostalgia a “Bancarel’Vino”

E dopo la tappa nella baia di Fezzano a Porto Venere, sabato 6 agosto tocca ad uno dei borghi più belli della Lunigiana, quello di Mulazzo che torna ad essere teatro della celebre manifestazione “Bancarel’Vino”.

Il borgo di Mulazzo, diverrà quindi teatro di tante iniziative dal 5 al 7 agosto ben calibrate in un perfetto mix dove la cultura gastronomica e vitivinicola del luogo, si fonde con la tradizione libraria e quest’anno anche con la musica di Radio Nostalgia.

Dalle 22.00 sul palco del “Bancarel’Vino” Andrea Secci, Luca Pedonese, Luca Giorgi e il corpo di ballo di Radio Nostalgia.


COME RAGGIUNGERCI


Usciti dal casello autostradale Pontremoli della A15, si seguono le indicazioni e si raggiunge
Mulazzo dopo circa 10 chilometri.

Il Comune di Mulazzo costituisce la naturale cerniera fra l’Appennino Tosco Emiliano e la Costa Tirrenica, il suo territorio infatti lega alcuni fra gli scorci più suggestivi del nostro Paese, centro esatto fra le cime appenniniche e le cinque terre, punto di contatto, quasi un cuneo fra Toscana, Liguria ed Emilia. Abitata dall’uomo fin dalla più remota preistoria – a testimoniarlo le Statue Stele dell’età del Bronzo rinvenute recentemente – nell’alto Medioevo Mulazzo fu teatro di un cruento scontro fra bizantini e longobardi di cui restano significativi indizi nella toponomastica. Ma è con il secolo XIII che il territorio acquisisce notevole importanza storica: nel 1221 i Marchesi Malaspina scelgono
Mulazzo quale capoluogo del loro grande feudo dello “Spino Secco”. Quest’ultimo nei secoli si frantumerà dando vita ai marchesati autonomi di Castevoli, Lusuolo, Castagnetoli, Montereggio e Groppoli. Nel 1754 nasce a Mulazzo il noto esploratore Alessandro Malaspina, che rimarrà sovrano fino all’abolizione dei feudi imperiali in Italia, nel luglio 1797. In epoca successiva i vari borghi del comune entreranno in possesso di altre famiglie e del Granducato di Toscana e saranno unificati solamente nel XIX secolo.

Il borgo di Mulazzo presenta una caratteristica struttura avvolgente, attorno alla sommità della collina dove sorse la prima turrita fortificazione. Un secondo Castello fu fabbricato nel secolo XIV e il borgo fu munito di due porte, tuttora esistenti. Accanto ai loro castelli i Malaspina edificarono palazzi, case e torri. Le case serrate, le strette viuzze e i passaggi voltati, conferiscono tuttora all’insediamento il tipico aspetto medioevale.

Una tenace tradizione, raccolta anche da poeti del calibro di Vincenzo Monti, vuole che Dante, ospitato nella Torre dai Marchesi Malaspina, abbia tratto ispirazione per alcuni canti del suo poema.A testimonianza del rapporto fra Mulazzo e il “Poeta Divino” il Museo dantesco lunigianese, sede principale della Sezione Lunense del Parco Letterario “Dante e i Trovatori nelle terre dei Malaspina”. Il museo si trova nei pressi della cosiddetta “Torre di Dante”, antica struttura del secolo XIV dove è affissa l’Epigrafe del Centenario, in fregio al 700esimo anniversario del soggiorno di Dante. Nei pressi della Torre si trova la statua del poeta, posizionata nel 1966, opera ultima dello scultore carrarese Arturo Dazzi. Probabilmente grazie al fatto di essere “incuneata” fra tre regioni dotate di forti tradizioni culinarie (Toscana, Emilia, Liguria) la Lunigiana, Mulazzo in particolare, con il microclima che influenza i prodotti locali, ha una fama gastronomica di grande rilievo. Molto apprezzate le pregevoli torte d’erbi, preparate in un’infinità di mondi in tutte le stagioni. Ma le erbe si utilizzano anche per
preparare dei raffinati tortelli, ottimi quando si è sazi dei “classici” testaroli, conditi con pesto oppure con pecorino, o delle lasagne fatte con la farina di castagne. Gustose le carni – capretto, agnello e animali da cortile – cucinate al forno o nel tradizionale testo, originario di Castagnetoli, e i salumi nostrani fra i quali spiccano la spalla cotta e il salame lardellato.