David Bowie, eredi vendono catalogo musicale a Warner Chappell

Centinaia di canzoni comprese quelle di “Toy” uscito postumo

Dopo negoziati di mesi, gli eredi di David Bowie capitalizzano su un mercato sempre piu’ incandescente vendendo i diritti del catalogo di canzoni dell’artista a Warner Chappell Music per una cifra stimata da “Variety” in oltre 250 milioni di dollari.

Inclusi sono sei decenni di brani tra cui “Heroes”, “Changes”, “Space Oddity”, “Let’s Dance”, “Golden Years”, “Ziggy Stardust” e centinaia di altri da 27 album compreso il postumo “Toy”: “Tutte canzoni straordinarie – ha detto il co-presidente e Ceo di Warner Chappell, Guy Moot – che rappresentano pietre miliari e hanno cambiato per sempre il corso della musica moderna”.

L’accordo segna un nuovo successo per Warner Chappell (una sussidiaria di Warner Music) che ha gia’ messo le mani sui cataloghi editoriali di Bruno Mars, Cardi B, Quincy Jones e gli eredi di George Michael.

Con il nuovo annuncio, che riguarda l’aspetto editoriale della produzione del “Duca Bianco”, quasi tutta la musica di Bowie entra nell’universo Warner. Lo scorso settembre gli eredi avevano raggiunto un’intesa globale con Warner Music per portare sotto l’ombrello dell’etichetta le registrazioni dal 1968 al 2016 tra cui gli album usciti dopo il 2000 con Sony Music. Un mese dopo il ‘Financial Times’ aveva appreso che si stava trattando sul catalogo editoriale: i negoziati sono arrivati in porto nei giorni scorsi. Bowie, che e’ morto di cancro il 10 gennaio 2016, era notoriamente scrupoloso nella gestione del suo catalogo. Non rientrano nell’accordo una serie di singoli e un album del 1967 perche’ gli eredi controllavano il catalogo solo dal 1968 in avanti. L’annuncio di oggi coincide con le celebrazioni “Bowie 75” organizzate per un intero anno in coincidenza di quello che sarebbe stato il 75esimo compleanno del cantante l’8 gennaio, il sesto anniversario della morte, e il mezzo secolo dall’uscita di “Ziggy Stardust”, l’iconico album del 1972 in cui Bowie tenne a battesimo il suo alter ego alieno.

La campagna include l’apertura di negozi pop-up a New York, poco lontano dalla casa di Soho del cantante, e a Heddon Street a Londra dove fu fotografata la copertina di “Ziggy”. Piu’ avanti in gennaio, ha appreso poi “Variety”, potrebbe essere presentato al Festival di Sundance un nuovo film basato su migliaia di ore di rarissimi filmati, molti dei quali inediti.
Il film e’ in dirittura d’arrivo: ci sta lavorando da quattro anni Brett Morgen, il regista di “Kurt Cobain: Montage of Heck,” “Jane” e “The Kid Stays in the Picture” con lo stretto collaboratore Tony Visconti come direttore musicale.

L’accordo e’ l’ultimo in una serie che ha visto i cataloghi delle canzoni sforare cifre mai viste finora: Bruce Springsteen ha venduto i cataloghi musicali e editoriali alla Sony per oltre mezzo miliardo di dollari, mentre quelli di Bob Dylan sono andati a Universal per quasi 400 milioni e sempre la Sony si e’ accaparrata i diritti sulla produzione di Paul Simon per 250 milioni. Il trend e’ diventato sempre piu’ frequente nei mesi della pandemia che ha bloccato concerti e tournee, ma anche per via che i grandi del rock invecchiano e cominciano a semplificare la successione monetizzando per conto degli eredi la loro produzione artistica.