Maneskin, noi rockstar sul palco, normali 20enni nella vita

Esce il nuovo singolo Mammamia, “per divertirci con stereotipi”

Le vittorie al festival di Sanremo e all’Eurovision Song Contest sono solo di qualche mese fa, ma sembrano già appartenere al passato per come corre veloce la carriera dei Maneskin. Da fenomeno italiano, sono diventati rockstar acclamate in tutta Europa: il loro Loud Kids Tour europeo è andato sold out in sole due ore.

“E noi che non speravamo neanche di riuscirci in una settimana. Roba da non crederci”, se la ridono i quattro ragazzi romani, che se per un verso cercano la trasgressione, nel trucco, nell’abbigliamento (tutto volutamente molto gender fluid, un invito ad affermare la propria identità), nelle foto hot postate sui social, dall’altro rivendicano il loro essere “bravi ragazzi”.
“Sul palco siamo rockstar – ribadisce lo sfacciato frontman della band Damiano, che insieme a Victoria, Thomas ed Ethan si è mostrato senza veli sulle pagine social della band -, ma quando scendiamo da lì, nella vita di tutti i giorni siamo normali ventenni”. Vero o no che possa essere, i Maneskin tirano dritto per la loro strada, decisi a non farsi influenzare dalle critiche. “Impossibile piacere a tutti, quindi ci focalizziamo su ciò che piace a noi”. E lo fanno anche con il nuovo singolo Mammamia, in uscita l’8 ottobre (prodotto da Fabrizio Ferraguzzo & Maneskin) e presentato dal club S036 di Berlino. Il brano è registrato in presa diretta per mantenere un suono molto ruvido e nonostante sia una canzone rock, richiama vibrazioni dance e da club, con un testo scanzonato che parla della percezione che le persone possono avere del comportamento altrui, le cui intenzioni e pensieri sono invece completamente differenti. “E’ un brano ironico nato in poche ore subito dopo l’Eurovision: eravamo molto ispirati. Abbiamo cercato di non prenderci troppo sul serio”, racconta ancora la band, che dopo la competizione europea ha ricevuto un’attenzione mediatica inaspettata. “Oltre ai complimenti, sono arrivate anche le critiche e volevamo tradurre tutto questo in una canzone. A volte senti che stai facendo qualcosa di bello, ma la gente non capisce e giudica malamente: Mammamia cerca di ironizzare su questo”. Nel ritornello – spiegano – c’è anche un riferimento alla sfera sessuale, “ma il concetto è lo stesso: si possono avere gusti o preferenze che la gente pensa siano strani, ma che si vivono in maniera molto innocente”.

   Il titolo è anche il tentativo di prendere in giro gli stereotipi italiani, da cui, quasi superfluo sottolinearlo, “noi ci sentiamo molto, molto lontani”. Il successo (“siamo bravi, siamo belli e siamo italiani”, scherza Damiano) lo spiegano con la loro “autenticità”. “La gente si accorge che ci divertiamo durante i live. Sente la nostra amicizia, l’equilibrio che c’è tra di noi: anche per questo ci piace mostrarci sempre come band e ci rifiutiamo di apparire singolarmente. Siamo ragazzi normali che fanno qualcosa di grande che amano. Diamo speranza ai giovanissimi di poter fare quello che vogliono, ma non vogliamo insegnare la vita a nessuno, cerchiamo solo di essere la migliore versione di noi stessi. Crediamo in ciò che facciamo e quello che si vede è quello che è”. E poi la zampata di Damiano: “Se sei una testa di cazzo e diventi famoso, sei una testa di cazzo famosa”.

   Di recente i Maneskin hanno partecipato al Global Citizen Live. “E’ stato bellissimo per un evento che portava con sé un messaggio importante: salvezza del pianeta, diritti umani. E’ stato un onore partecipare come lo è stato condividere il palco con artisti importantissimi”. In attesa dei nuovi concerti (da dicembre anche nei palazzetti italiani, con un concerto evento al Circo Massimo il 9 luglio), la band è al lavoro anche su nuove canzoni. “Qualche brano è già pronto, ma ci prenderemo il tempo che serve per fare le cose per bene ed essere soddisfatti”.