Honor rischia lo stesso ban di Huawei negli Stati Uniti

Alcuni repubblicani chiedono l’inserimento nella Entity List

Secondo un nuovo rapporto del South China Morning Post, alcuni politici repubblicani guidati da Michael McCaul, membro della commissione per gli affari esteri, stanno facendo pressioni affinché Honor venga aggiunta alla Entity List degli Stati Uniti. Una simile mossa la vedrebbe incapace di concludere accordi di fornitura hardware e software con società statunitensi, così come accade già per Huawei.

Il gruppo di repubblicani fautori della richiesta crede che Honor rappresenti una minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti, essendo stata in passato legata proprio a Huawei.

Nel tentativo di scrollarsi di dosso l’attenzione del Dipartimento per il Commercio Usa, Honor era stata acquisita da un consorzio cinese indipendente, dopo esser diventata famosa proprio come marchio ‘giovane’ del colosso di Shenzen. “La vendita dell’azienda è stata una mossa politica, non economica” – ha detto McCaul durante un’udienza al Dipartimento del Commercio. “L’accesso alla tecnologia americana pone le stesse preoccupazioni in merito alla sicurezza del Paese”. Honor era stata pensata da Huawei come un brand di valore per competere con aziende quali Xiaomi, ma è stata venduta l’anno scorso per oltre 15 miliardi di dollari. In questo modo, ha continuato a lavorare con imprese Usa, fondamentali per il business mobile, tra cui Google e Qualcomm, senza incorrere nei limiti dell’ex casa madre.