Due app per ‘difendere’ le foto dal riconoscimento facciale

Modificano immagini per ‘imbrogliare’ intelligenza artificiale

Contro i programmi di riconoscimento facciale che analizzano le foto, ad esempio postate sui social, risalendo all’identità della persona nell’immagine, è possibile fare degli impercettibili cambiamenti nelle foto che le rendono ‘indigeste’ alle intelligenze artificiali. Lo dimostrano due app appena presentate alla conferenza specializzata Iclr, realizzate dall’università di Chicago e dalla Deakin University in Australia e descritte sul sito del Mit Technology Review.

L’applicazione realizzata dall’università statunitense si chiama Fawkes, un nome che richiama la maschera protagonista del film ‘V per Vendetta’, e agisce secondo il principio del ‘data poisoning’, letteralmente ‘avvelenamento dei dati’.

L’immagine risultante non è distinguibile a occhio nudo rispetto all’originale, ma confonde i programmi di riconoscimento. In un piccolo esperimento con 50 immagini di tutti i principali programmi sul mercato, da Amazon’s Rekognition a Microsoft Azure, la app ha avuto il 100% di successo.

Se Fawkes impedisce alle intelligenze artificiali di riconoscere il volto in una foto, l’applicazione realizzata da Daniel Ma della Deakin University va oltre. I cambiamenti introdotti nelle immagini riescono a ‘nascondere’ totalmente il volto, che non viene riconosciuto come tale dai software.

“Questo tipo di tecnologie – spiega Ma – può essere utilizzato per mettere al sicuro i propri dati. E’ un nuovo tipo di difesa per i propri diritti digitali nell’era dell’intelligenza artificiale”.