USA, il vinile si prepara al sorpasso sul CD

Lo dice il rapporto annuale della RIAA: nel 2020 gli Stati Uniti potrebbero tornare a una situazione pre-1986, quando la discografia guadagnava più da 33 e 45 giri che dai compact disc

Benché il volume di introiti generati dallo streaming sia in costante aumento ormai da un quinquennio, il tasso di crescita del gettito proveniente dalle principali piattaforme digitali è in costante contrazione da ormai tre anni: questo si evince dal rapporto pubblicato in queste ore dalla RIAA, l’associazione di categoria dei discografici americani. In termini assoluti, servizio come Spotify, Apple Music, Deezer e altri hanno riversato nelle casse delle etichette d’oltreoceano 8,8 miliardi di dollari nel 2019 – 1,43 miliardi in più rispetto al 2018, e 1,7 miliardi in più rispetto al 2017 – consolidando la tendenza alla crescita del comparto, ma andando a esaminare nel dettaglio il tasso di crescita del comparto si osserva una progressiva regressione che dal 68,5% del 2016, al 43% del 2017 e al 30,1% del 2018 è sceso al 19,9% del 2019, suggerendo agli analisti una stabilizzazione del trend su uno scenario sempre più definito.

L’utenza delle piattaforme a pagamento, negli USA, è composta da 60,4 milioni di abbonati a pagamento – dato in crescita del 28,7% rispetto al 2018 – che, nel 2019, ha generato ricavi per 5,93 miliardi di dollari – importo dal quale sono già stati decurtati i quasi 830 milioni di dollari generati dalle utenze supportate dalla pubblicità -, ovvero il 27,5% in più rispetto ai 4,66 miliardi iscritti a bilancio lo scorso anno.

Mentre, non sorprendentemente, continua a contrarsi il segmento del download – sceso nel 2019 per la prima volta sotto il miliardo di dollari, a 856 milioni, dal 2006 – il settore del vinile prosegue nel consolidamento del trend positivo già rilevato nelle ultime stagioni: con quattordici anni consecutivi di crescita e 504 milioni di dollari generati nel 2019 – il dato più alto mai rilevato dal 1998 – a fronte di una crescita più che raddoppiata rispetto al 2018 (+19% rispetto all’8% del 2018), lp e 45 giri – nel corso del prossimo anno, anche se con un tasso di crescita normalizzato al dato di due anni fa) potrebbe superare per la prima volta dal 1986, in termini di volume d’affari generato, le vendite del CD.