Musictherapy, Luca Dondoni racconta perchè la musica può tutto

La musica come terapia. La musica fa stare bene, sempre. E se poi, a fare da pilota, c’è una persona che la musica la vive da tanti anni, beh un motivo in più per affidarsi alle sue “ricette”: vi racconto la MusicTherapy di Luca Dondoni

Non è mai facile scrivere di chi conosci.
C’è sempre un po’ di timore. Ma questa volta è diverso perché con Luca, amici da tanti, tanti anni, abbiamo condiviso molto. La musica, una passione che è diventata lavoro, ci ha portato ad affrontare trasferte e interviste, opinioni e confidenze. Perché non sempre quello che si sa…si può raccontare.

Ma devo riconoscere che tra i tanti giornalisti musicali che nel tempo hanno incrociato la mia strada Luca Dondoni è tra quelli che pongo nella schiera degli intellettualmente onesti. Ecco perché sono felice di raccontarvi un po’ del suo libro MusicTherapy – La musica fa stare bene (Piemme Edizioni). Intanto perché mi fido di lui e poi perché quando si porta avanti un progetto come questo, figlio di un appuntamento che da tantissimo tempo cura sul sito de La Stampa, il suo giornale, devi avere una conoscenza enciclopedica della musica se non è un attivo scivolare nei gusti personali e perdere credibilità. Luca non ha mai corso questo rischio, coerente fino allo scontro (verbale) talvolta.

Nelle pagine di MusicTherapy, tra un consiglio e l’altro, la musica esce dalla dimensione sonora ed entra nel cuore come fosse una vecchia amica. Di quelle che ci sono sempre, che non ti ingannano e sarebbero pronte a sfidare il mondo pur di non farti un torto. Perché non c’è confine tra amicizia e amore se si è sinceri. Se si promette si mantiene. E nelle scelte di Luca ognuno può intraprendere dei veri viaggi, può riconciliarsi con se stesso o continuare a perdersi, può volare mille metri sopra il cielo o guardare le profondità marine ma sempre si surfa sulle emozioni. Basta una nota per accendere i ricordi, ne bastano due per accendere il desiderio ma attenzione se si aspetta la terza per farsi cullare si può accendere il rimpianto. Ogni pagina è un mondo diverso, ogni volta che il polpastrello sfiora la carta parte una canzone. Ecco se qualcuno mi chiedesse di definire l’opera di Luca non avrei dubbi: un jukebox di carta.

Che ora è sul mio comodino, insieme a Kent Haruf, qualche giallo nordico, una raccolta di Beppe Viola, la Grande Guerra narrata da Paolo Rumiz, la trilogia di Ken Follet e le Operette Morali di Giacomo Leopardi. Perché i libri oltre alla lettura aiutano a non dimenticare e ognuno è legato a un periodo della vita, bello o brutto che sia. La magia di MusicTherapy è che abbraccia le mille stagioni dell’esistenza. E ogni volta, e per ognuno che lo prende in mano, con una sfumatura differente.

da SkyTG24 di Fabrizio Basso