ODE alla Prostata di Guido Genovesi

All’inizio sembrò cistite,
Poi disse: “Forse è prostatite”,
La diagnosi restò vaga
E il dito mise nella piaga.

Avvertii un po’ di dolore
E a ispezione effettuata
Il responso del dottore
Fu: “Hai la prostata ingrossata”.

“Ma poi passa, mi va via?”
“È normale a una certa età,
È una benigna ipertrofia,
Qualche pasticca l’allevierà.”

Intanto la notte è un bel casino,
Tanto bene non sono messo,
Anche cinque volte orino,
Converrebbe dormi’ sul cesso.

Per non dire poi quando guidi,
Non è tanto se trovi il rosso,
Della vescica non ti fidi,
Nell’ingorgo ti pisci addosso!

O se ti scappa e sei in città,
Nel primo bar: “Un caffè ristretto!”,
Non vedi l’ora di piscia’,
“Mi scusi, dov’è il gabinetto?”

“Mi dispiace, ma è fuori uso”,
Non hai tempo, fuggi ratto,
Gli spaccheresti tutto il muso
Ma vai in cerca di un anfratto.

Intanto incalza la pipì,
Ti sta scoppiando la vescica,
Ecco un angolo, la fai lì,
Ti esce piano, con fatica.

“Ahhh!”, non ne potevi proprio più,
Abbassi la testa, guardi in giù
E in quel momento cosa vedi?
Te la sei fatta tutta sui piedi!