Ruggero de I Timidi un nuovo album pieno di “Giovani emozioni”

Dopo i primi successi legati alla musica anni ’60 e al liscio, lasciatosi alle spalle la parentesi reggaeton, Ruggero de I Timidi torna alla discografia con un album, il secondo, che strizza l’occhio al cantautorato italiano degli anni ’70 e ’80. Il nostro Andrea Secci lo ha intervistato oggi pomeriggio alla Mondadori di Massa durante il suo primo instore.

 «Dopo anni passati a far uscire la canzone d’amore italiana dai soliti cliché, mi sono resoconto che rischiavo di diventare io stesso un cliché, obbligato a parlare solo di certi argomenti, perché è quello che si aspettano i fans da me. Ma dopo un po’ le parti anatomiche finiscono e scrivere titoli di canzoni basandomi esclusivamente sulle categorie dei siti porno diventa meccanico e senza poesia. Così ho condensato questo pensiero in una canzone intitolata Rimming, contraddicendo subito me stesso. L’ovvia ispirazione a Rimmel di De Gregori mi ha dato lo spunto per un concept album ispirato ai più grandi cantautori italiani, molti dei quali tra l’altro non ci sono più per cui non possono denunciarmi».

Che Ruggero è cambiato, lo si vede già dalla copertina del suo nuovo album, in pieno stile anni ’70, come fosse un novello Nicola Di Bari.

Il disco si apre con La canzone dell’estate, tormentone della stagione estiva 2018 che vede la partecipazione del Maestro Ivo alla voce tenorale e si muove con delle pieghe in stile Battiato, con un paio di richiami anche a Cochi e Renato.

Vibratore era già stata lanciata come singolo qualche mese fa e, citando Pescatore di Bertoli e Il pescatore di De André, vuole rompere il tabù che vede accettabile e sdoganato solo l’autoerotismo maschile, rendendo giustizia ad una pratica molto diffusa anche nel mondo femminile, ma su cui regna sempre il silenzio.

In controtendenza ai pensieri intriganti del precedente disco e autocidandosi per lo sdoganamento dello squirting arrivato grazie a Timidamente io, in Rimming stavolta Ruggero si dissocia dalla pratica, e lo fa citando Rimmel di De Gregori (Io non porterò le labbra verso un imbarazzo nuovo / non voglio la mia faccia sovrapposta proprio lì / o avere quattro baffi, bada, di un colore solo).

La ballata dello scrittore triste è un country in cui si esplora la triste solitudine di uno sceneggiatore che ha studiato a lungo, è un grande letterato, ma per guadagnarsi da vivere è costretto a scrivere trame di film porno, che “servono come a un inglese serve il bidet”.

Il singolo che sta accompagnando la fine dell’estate è All inclusive, una sorta di Titanic di De Gregori in salsa mariachi che si pone come ideale seguito di Vacanze d’estate: se lì era la moglie ad andare in vacanza in Giamaica per approfittare del big bamboo, qui è tutta la famiglia che va al mare e si trova alle prese con l’animatore, figura semi-mitologica in grado di ridestare i desideri sopiti delle mogli. Ma il marito non sta a guardare e proprio a lui è riservato il finale a sorpresa.

Mettimi un cuscino in faccia ma amami è una struggente dichiarazione d’amore di un ragazzo che per anni è stato relegato nel tragico limbo della friendzone. E allora, pur di riuscire a passare una notte con la sua amata, la convince in un momento di debolezza ad usare uno stratagemma.

Dal tentativo di uscire dalla friendzone si passa all’amore per l’unica che c’è sempre stata e sempre ci sarà, ed è quindi la volta di Mano amante mia, una storia d’amore pura anche se a volte contrastata da varie persone che si frappongono fra l’amato e la sua mano, con una citazione seminascosta di Sei nell’anima di Gianna Nannini.

Fiore di scoglio è un evidente omaggio già dal titolo e nell’intro a Fiore di maggio di Fabio Concato, ma poi si sviluppa richiamando Ahi Maria di Rino Gaetano, ed è la storia di un padre separato che consiglia al proprio figlio di non accoppiarsi d’estate ubriachi vicino agli scogli. In questo brano c’è anche da annotare una curiosità: per la prima volta in un brano di Ruggero de I Timidi ci sono delle parolacce.

Completamente diversa è l’atmosfera di Vecchi, che richiama in parte Spalle al muro di Renato Zero ma più in generale la classica canzone sanremese, con una citazione di Donne di Zucchero. Tra rispetto e amore per la categoria degli anziani, ma sempre con quel pizzico di ironia in stile Ruggero, questo brano punta all’effetto “mare di accendini” durante i concerti.

Chiude l’album Pianobar, triste storia di un cantuatore costretto a suoanre le canzoni degli altri al piano bar, che viene insultato e deriso nel momento in cui prova a far ascoltare al pubblico i suoi brani. Tra gli artisti citati nel pezzo troviamo Vasco, Ligabue, Pupo, Zarrillo, Celentano, U2 e i Modà.

Il rischio di ripetersi e non far più ridere diventando addirittura stucchevole e monotono era molto alto, per questo in maniera intelligente Ruggero ha deciso di cambiare leggermente il tiro per questo suo nuovo Giovani emozioni: c’è il richiamo alle tematiche di Frutto proibito in RimmingVibratore e All inclusive, ma nel complesso è un album dal respiro più ampio.

Questa sicuramente era la sfida più difficile per Ruggero, dopo un esordio col botto: non ripetersi e continuare comunque a divertire il pubblico. Sfida che possiamo tranquillamente dichiarare vinta con merito anche noi di RADIO NOSTALGIA.

Ruggero de I Timidi un nuovo album pieno di “Giovani emozioni” ruggero giovani emozioni01. La canzone dell’estate
02. Vibratore
03. Rimming
04. La ballata dello scrittore triste
05. All inclusive
06. Mettimi un cuscino in faccia ma amami
07. Mano amante mia
08. Fiore di scoglio
09. Vecchi
10. Pianobar