Ricavi musica, streaming sorpassa fisico

Il mercato discografico globale, sulla spinta data dallo streaming che ormai fa la parte del leone, per il terzo anno consecutivo è in crescita e nel 2017 fa segnare un incremento dell’8,1%. I dati sono stati diffusi dal Global Music Report 2018 dell’IFPI, secondo il quale i ricavi totali dell’anno appena concluso sono stati pari a 17,3 miliardi di dollari (il 2014 ha fatto segnare la curva più bassa con 14.2 miliardi).
A incidere fortemente è lo streaming, che, per la prima volta, è diventato la principale fonte di entrate con 176 milioni di utenti di servizi a pagamento, contribuendo alla crescita del segmento del 41,1% su base annuale: rappresenta il 38,4% dei ricavi totali dell’industria discografica (a fronte del 30% del settore fisico) e la sua crescita ha più che compensato il calo del 5,4% delle entrate fisiche e quello del 20,5% del download (che copre una quota di mercato pari al 16%).
L’anno scorso i ricavi digitali hanno rappresentato per la prima volta oltre la metà di tutte le entrate (54%).
Ma non sono tutte rose e fiori: il terzo anno consecutivo di crescita segue 15 anni di significativo calo delle entrate.
Nonostante il recente rialzo, i ricavi del 2017 corrispondono solo al 68,4% del picco del mercato del 1999.
Anche in Italia (che è fuori dalla top ten dei mercati più forti, guidata da Stati Uniti, Giappone e Germania) lo streaming la fa da padrone: rappresenta il 45% di tutte le entrate discografiche e supera di poco i ricavi del segmento fisico. In calo invece il download. Tra il 2013 e il 2017 il mercato italiano digitale è cresciuto in media del 13%. “Il mercato italiano nel 2017 ha visto un calo per lo più dovuto a una revisione delle basi contrattuali con le piattaforme, ma i primi mesi del 2018 hanno già mostrato un nuovo balzo con lo streaming (+67,5%) che supera il fisico, comunque in crescita nel primo trimestre (+5,8%)”, ha affermato il ceo di Fimi, Enzo Mazza.
“Le case discografiche stanno lavorando per alimentare questo recente ritorno alla crescita, guidate dai loro continui investimenti, non solo negli artisti ma anche nelle innovazioni digitali che stanno arricchendo l’esperienza degli appassionati di musica di tutto il mondo”, ha commentato Frances Moore, ceo di IFPI – la Federazione Internazionale dell’Industria Discografica.
Resta tuttavia ancora aperta la questione del Value Gap, che crea una disparità tra i ricavi che provengono da alcune piattaforme rispetto a quanto viene corrisposto agli aventi diritto.