Ode BARBARA di Guido Genovesi

O Barbara dalla bellezza sublime,
Procace, sensuale, grande topone,
Non posso frenar queste umili rime
Nel rivederti in quel baraccone.

Che mi sovviene il tempo passato
Quando nel tugurio io ritornavo
E dopo avere Iddio rammentato
In culo più volte mi par ti mandavo.

Dal Grande Fratello alla Fattoria,
Dalla Fattoria ad Un, due, tre stalla,
Davvero tanta ne hai fatta di via,
In mezzo ai ciucchi sei sempre a galla!

Ci vogliono loro per fare gli ascolti,
Ogni domenica fai sempre il botto,
Ma dove li trovi tutti quei volti,
Par d’essere al circo nel tuo salotto!

Pieno di labbra e puppe gonfiate,
Di personaggi caduti in disgrazia,
Di merci scadute, anche avariate,
Di ogni sciagura non sei mai sazia.

Di ogni tragedia è tua l’esclusiva,
Dei ciucchi e anche dei loro parenti,
Starnazzi come un’oca giuliva,
Bella mia calcagnata nei denti!