Ascoltare musica, emozioni che sviluppano il cervello

Giacomo Rizzolatti, il neuroscienziato che ha scoperto l’esistenza dei neuroni a specchio, al Conservatorio di Parma ha spiegato come l’apprendimento della musica solleciti le capacità cerebrali e accresca le facoltà mentali delle persone. I neuroni a specchio sono cellule nervose che si attivano quando compiamo una determinata azione, ma la cosa sorprendente è che si attivano anche quando osserviamo qualcun’altro che la compie, a patto che precedentemente abbiamo potuto sperimentare direttamente quel movimento. Lo sappiamo perché siamo in grado di “fotografare” le attivazioni nervose cerebrali, benché ancora non sia chiaro il meccanismo, che ci permette non solo di comprendere le azioni degli altri, ma anche di sentirle proprie. Infatti ci sono due modi radicalmente diversi di comprendere ciò che avviene. Uno è logico, per cui possiamo comprendere il movimento del cane che muove la coda, ma non possiamo percepirlo come nostro. Un altro è empatico. Vedi cadere una persona e “avverti” lo sgomento di quel movimento come fosse tuo. Sono emozioni vere che provocano delle reazioni neurovegetative. Anche assistere alla produzione della musica dal vivo provoca movimenti ritmici, espressioni facciali, si attivano alcuni centri emozionali, ma solo se si è potuto esperimentare un movimento per la produzione del suono, con la voce o con uno strumento. Chi ha studiato musica ha attivato molti più neuroni motori. Se la produzione del suono è avvenuta prima dei sette anni l’individuo ha sviluppato più corteccia cerebrale.

fonte L’arena.it