La TOPA di Guido Genovesi

O mio fiore profumato,
Lì nel mezzo situato,
La tua fragranza è aromatica,
Non c’è formula matematica,
Non esistono teoremi,
Per le feste ci sistemi,
Sei la nostra dolce pena,
Dove vuoi andare a cena?

Sei la legge universale,
Amministri il bene e il male,
Tu sei croce, sei delizia,
Di noi uomini sei la giustizia;
Tu ci rendi tutti uguali,
Come un branco di animali
Ci seduci, ci raggiri,
Al quattrino spesso miri.

O mio fiore delizioso
Dal carattere sfizioso,
Alle volte ne approfitti
E ci fai stare tutti ritti;
Senza mettersi a sedere
Ubbidiamo al tuo volere,
Poi ti fai un po’ annusare…
Cosa vuoi: una villa al mare?

Il conto in banca ci prosciuga
Quell’odore tuo d’acciuga
Che ci fa tornar bambini
Incoscienti e birichini;
Il lavoro trascuriamo,
Il capello ritocchiamo,
Con la moglie siamo in causa
E intanto avanza l’andropausa.

Ah, è cosa triste e dura,
Ma è la legge della natura!
La pelle che diventa vizza,
Il membro che più non si rizza!
La vita ormai si è fatta agra,
Non ci resta altro che il Viagra…
Per ributtarcisi a capofitto
E morire a uccello ritto!