L’ultima Tassa di Guido Genovesi

Il duemila e poi diciotto
È iniziato un po’ in salita,
È partito assai col botto
Festeggiando il carovita.

Senza esser dichiarate
E mettendoci alle strette
Sono subito aumentate
Di gas e luce le bollette.

Ed allora aumento anch’io,
Direi non hanno tutti i torti
Se anche lor vogliono il fio,
Ossia pedaggi e trasporti.

Noi siam forse più coglioni?
Anche a noi un po’ di palanche,
Han detto le assicurazioni
E a seguir pure le banche.

E si potevano ignorare
Le prestazioni e gli onorari?
Ci si poteva poi scordare
Di tutti i ticket sanitari?

Ma non finiscon le batoste,
Non sono certo stati muti
Sia i servizi delle poste
Sia gli amatissimi rifiuti.

Invece a me non tocca niente?
A bofonchiare è la benzina,
Ad anno nuovo è ricorrente
Che ci sia una stangatina.

Ma per tutti il grande smacco
Di quest’anno che ben non butta
È l’acquisto del biosacco
Se comprar tu vuoi la frutta.

Alla frutta ci siam davvero,
Manca ormai una sola legge
E per me è un gran pensiero:
Tassare anche le scorregge!