Baglioni trionfa, il bis? Ci penserò con calma

Il sacrestano Claudio Baglioni si prepara a “spegnere le candele” di Sanremo con un bilancio eccellente: media superiore al 52% di share al top degli ultimi 13 anni, pubblico ringiovanito e ricetta vincente, “tornare alla ragione sociale del festival, cioè la musica” e “cercare la bellezza” in risposta alla tv mediocre. Senza aver paura di “guardare al passato”.
E’ abbastanza per meritare la soddisfazione del vertice Rai: “E’ un festival indimenticabile”, gongola il dg Mario Orfeo, che ha puntato sulla squadra Baglioni-Hunziker-Favino e che con la presidente Monica Maggioni sottolinea come il festival abbia “raccontato il Paese con leggerezza e intensità”. Baglioni & Friends incassano anche il plauso del premier Paolo Gentiloni: “Quando c’è una buona tv come è capitato in questi ultimi giorni, penso sia giusto sostenerla con risorse pubbliche”. Una responsabilità in più per l’azienda che da domani deve ragionare sul futuro: archiviato il trittico da record di Carlo Conti, stravinta la scommessa di voltare pagina affidandosi non a un conduttore di tipo classico, ma a un artista a tutto tondo, pur con un progetto messo a punto in tempi record, la Rai non può prescindere da questi risultati e da una formula che Baglioni stesso ritiene possa “fare tendenza”. Il divo Claudio non chiude la porta all’ipotesi di un bis.
Sul tavolo il fascio di rose rosse con cui il direttore di Rai1, Angelo Teodoli, prova (finalmente) a corteggiarlo, Baglioni riprende fiato. “Penserò a quello che è accaduto, prendendo le distanze. Fra tre o quattro giorni mi chiuderò in un studio di registrazione per riprendere un disco del quale non ricordo nulla, perché ho in testa le canzoni di Sanremo, poi il resto verrà. E’ un onore e privilegio essere arrivato in cima alla scala di Sanremo: adesso si ricomincia da capo. Potrei cambiare subito il regolamento – scherza – e presentarmi l’anno prossimo tra le Nuove Proposte”. Si dà “un voto buono”, anche se come presentatore si definisce “scarso: ho fatto tre annunci e due li ho sbagliati”. Non si sbilancia sul suo brano preferito, ma ha le idee chiare su come andrebbero riorganizzate “alcuni aspetti tecnici, la suddivisione delle prove, gli ascolti nel retropalco, lì dietro sembra un hellzapoppin’. Chiederei una riorganizzazione del sistema generale”. Anche se il Festival “non va toccato più di tanto, c’era prima di noi e ci sarà anche dopo”. Quanto agli incassi da diritti Siae, precisa: “Durante le serate sono stati cantati otto o nove brani composti da me, su richiesta degli ospiti: Pezzali, Nek e Renga hanno scelto Strada facendo, Laura Pausini Avrai, Antonacci Mille giorni di te e di me. E quando Fiorello è arrivato stavo provando E tu, così è nata l’idea del duetto”. Difficile dire se il ‘tutti cantano Baglioni’ tornerà l’anno prossimo. Capitan Claudio ha un’agenda sold out: il nuovo disco di inediti in uscita in autunno, il live all’Arena di Verona il 15 settembre e poi il tour nei palasport ‘Al centro’ che partirà il 16 ottobre a Firenze per concludersi il 24 novembre a Torino.
Passata la sbornia del festival, al settimo piano di Viale Mazzini il dossier Sanremo sarà riaperto tra qualche giorno, provando a discutere con questa squadra la possibilità di costruire con più tempo a disposizione un nuovo progetto. La linea privilegiata sarebbe quella della continuità, con Baglioni che potrebbe anche decidere di ritagliarsi solo il ruolo di direttore artistico. Magari scegliendo come ‘frontwoman’ Laura Pausini, che si è regalata il bagno di folla durante la finale, o Fiorella Mannoia, che ha convinto nel suo show su Rai1. O riportando sul palco l’altro capitano coraggioso Gianni Morandi.
Resterebbe alla finestra Paolo Bonolis, che al festival tornerebbe in una struttura diversa dall’Ariston. Nel toto-nomi torna anche Alessandro Cattelan, che ha postato una foto in cui porta un cappellino con la scritta “Make Sanremo great again”.
Da anni in cima alla ‘wishing list’ c’è Fiorello: è suo il picco assoluto di Sanremo 2018, 17,1 milioni nella prima serata. Ma lo showman, che Orfeo corteggia a suon di bitcoin, è concentrato sul nuovo varietà atteso a novembre su Rai1.