Le canzoni di Battisti valgono 14 milioni. Ma l’asta sui titoli frena

Fino a pochi giorni fa le grandi case discografiche erano in fila fuori dalla porta della società Acqua Azzurra. Pronte a fare un’offerta per il pacchetto di canzoni storiche di Lucio Battisti. Valore stabilito da una perizia (secondo indiscrezioni): 14 milioni di euro. Ma ora è arrivata una frenata improvvisa. Stop alla vendita del catalogo editoriale. I soci (vedova e figlio di Battisti 56%, Universal Ricordi 35%, Giulio Rapetti in arte Mogol 9%) hanno continuato a litigare tra loro. Così, invece di proseguire sui binari della liquidazione volontaria e dell’asta sul prezioso catalogo (decisa un anno fa anche per il debito giudiziale da 2,8 milioni con Mogol) sono stati liquidati i liquidatori. Risultato: la palla passa al tribunale per una procedura di liquidazione giudiziale. Cosa succede adesso a uno dei più preziosi «tesori» della musica italiana? Lo scopriremo solo vivendo, direbbe il grande cantante che il 9 settembre prossimo compie 20 anni nell’aldilà dopo averne passati 55 in Terra, vendendo oltre 25 milioni di dischi e lasciando le intramontabili Emozioni, Pensieri e parole, Il mio canto libero, Ancora tu, ecc.

Fino a tre anni fa i soci, diciamo così, si sopportavano, con gli eredi Battisti soli al comando. Un grande gelo, tollerabile per gli incassi dei diritti che diventavano dividendi da 7-800 mila euro annui (la società è sana), nonostante la gestione rigorosamente conservativa del repertorio. Proprio questa strategia è il motivo dello scontro giudiziario con Mogol che ha ottenuto 2,8 milioni di risarcimento. In attesa dell’appello. E del nuovo liquidatore nominato dal giudice.