Le Vibrazioni, torniamo ma non siamo vintage

V come Vibrazioni, ma V anche come quinto album della band capitanata da Francesco Sarcina. “E V come vita nuova”, aggiungono i quattro artisti che dopo 5 anni di pausa e strade in solitaria sono tornati insieme. “E magari anche V come vittoria”, dicono ridendo di gusto per poi correggersi: “no, non ci pensiamo proprio”. Un concerto a dicembre ha sancito la reunion della band, il festival di Sanremo, con il brano Così sbagliato, consacra il loro ritorno sulle scene, il nuovo disco di inediti metterà il sigillo (V, distribuito da Artist First e in uscita il 9 febbraio).

“Siamo tornati più maturi, più consapevoli. Fedeli a quello che siamo stati, ma attenti all’evoluzione della forma canzone che ci rappresenta e alla ricerca sonora contemporanea – racconta Sarcina insieme a Stefano Verderi, Marco Castellani, Alessandro Deidda -. Volevamo evitare il rischio di ripeterci, il rischio di un ‘best of’ del nostro sound. Insomma, chi si aspetta l’effetto vintage rimarrà deluso e mettiamo le cose in chiaro: l’idea non è quella di stare un anno in giro e poi sparire, noi vogliamo rimanere a lungo”. L’esperienza solista, di Sarcina in particolare, non è stata d’intralcio, ma anzi un valore aggiunto. “Da solo ho capito l’importanza del branco. E poi come le coppie c’è voluto un periodo di lontananza per capire che ci mancavamo”, dice il frontman.

Ritrovarsi, dunque, è stato facile, “in fondo non abbiamo mai litigato. Le band non si sciolgono perché suonano, ma perché si parlano”. E allora riprendere in mano gli strumenti, rientrare in studio, approcciarsi alle canzoni, vecchie e nuove, è stato “come andare in bici”. Il progetto c’era già da qualche tempo. “Un annetto, ma bisognava trovare l’occasione. Al concerto di Radio Italia la scorsa estate è scoccata la scintilla. Ed eccoci qui”. Il festival è arrivato dopo, “non era l’obiettivo primario, ma è una vetrina che cercheremo di sfruttare al massimo”. All’Ariston ci sono già stati 13 anni fa, “ma è sempre come fosse la prima volta: le emozioni, che fanno rima con Vibrazioni, non possono svanire. E noi speriamo che durino per lungo tempo”. Da quel lontano 2005, quando già avevano sbancato con Dedicato a Te (il loro successo più grande), molto però è cambiato. “Non solo Sanremo, ma tutto il mondo della musica. Il filo conduttore tra allora, con una sezione dedicata, e oggi è il fatto che ci sono di nuovo tante band sul palco”.

Un festival, quello targato Baglioni, che considerano “pregno di musica”. “Parlare di gara, quando si ha a che fare con l’arte, è spiacevole. Ogni canzone è un piccolo mondo a sé. Ma Sanremo nasce come un concorso, il vincitore ci sta, ma apprezziamo che non ci sia l’eliminazione e che anche la classifica sia limitata ai primi tre posti. E’ giusto che nessuno venga mortificato. Sanremo non è un talent”. Nella serata dei duetti canteranno insieme a Skin, voce inconfondibile degli Skunk Anansie. “Una voce pazzesca per un pezzo rock melodico, per niente facile. E ci piaceva l’idea di avere una voce femminile a fare da contraltare a quella maschile”. Dal 16 marzo Le Vibrazioni sarà poi in tour. Il via da Roncade (Tv), poi Nonantola (il 23), Roma (il 3 e 4 aprile), Napoli (il 5), Bari (il 6), Barcellona Pozzo di Gotto (il 12), Palermo (il 13), Catania (il 14), Firenze (il 19), Novara (il 20), Trezzo sull’Adda (il 24).