Stato Sociale,”A Sanremo faremo i bravi”

“E’ incredibile che siamo arrivati dove siamo arrivati, vestendoci così male”. Nonostante i sold out, i dischi venduti, le classifiche scalate, i numeri sui social e ora il festival di Sanremo, i cinque ragazzi de Lo Stato Sociale non hanno perso quella vena goliardica che hanno sempre avuto. Mescolata con un certo impegno sociale. Ed è lo stesso mix che Alberto “Albi” Cazzola, Francesco “Checco” Draicchio, Lodovico “Lodo” Guenzi, Alberto “Bebo” Guidetti ed Enrico “Carota” Roberto porteranno sul palco dell’Ariston tra poche settimane con “Una vita in vacanza”. “Non ci capiterà mai più nella vita di avere un pezzo così adatto e così fuori luogo per il festival – raccontano -. Fuori luogo perché è un pezzo nostro. Adatto perché è un tormentone con ritornellone. E’ di consumo però la tematica non è sanremese per niente. Parla di vacanza e di lavoro”. Una riflessione sul mondo del lavoro di oggi, in cui mettono in discussione la tendenza sempre più diffusa di identificare l’individuo con la sua professione. Attraverso un elenco di professioni improbabili, tra cui spiccano il rottamatore, la blogger di moda, il motivatore (strizzando l’occhio a Rino Gaetano), è il racconto epico dello scontro fra il lavoro e la sua nemesi di sempre: la vacanza. “Un pezzo politico in senso ampio, più vicino a ciò che abbiamo fatto all’inizio che non alle ultime cose”. Strano vedere Lo Stato Sociale a Sanremo. Anzi, no. “Quando abbiamo cominciato nel 2009, nelle nostra sala prove avevamo attaccato un cartello: ‘A Sanremo nel 2017′. Siamo arrivati lunghi, ma era nei nostri intenti”. La colpa, spiegano, è di Elio e Le Storie Tese, che nel ’96 scombussolarono l’atmosfera paludata del festival, attirando la loro attenzione. “Come loro, vogliamo arrivare penultimi. Sarebbe un bellissimo ex aequo”., scherzano. I fan non hanno preso benissimo il loro approdo a Sanremo (“ma pensavamo anche peggio”), ma per Lo Stato Sociale il festival “dal punto di vista del costume è un po’ il polso e la pancia del Paese, oltre a essere la più grande manifestazione musicale italiana. Noi ci andremo per essere noi stessi: sarà quella la sfida più interessante. Far vedere chi siamo dentro uno spazio scenico ben definito, senza volgarità o colpi di testa”. In passato, del resto, un paio di volte sono finiti nell’occhio del ciclone del Concerto del Primo Maggio a Roma: “sembra quasi che da noi si aspettino che arrivi la polemica, ma all’Ariston faremo i bravi”. Quello che non vogliono perdere in Riviera è lo spirito con cui si stanno preparando: “Tutti ci stanno terrorizzando ma deve rimanere una vacanza nonostante l’ansia che ci stanno mettendo addosso”. Il brano sanremese finirà nel nuovo disco della band bolognese: Primati, in uscita il 9 febbraio (Universal Music/Garrinchia Dischi). “Con tre inediti e mezzo e altri 12 singoli. Più che un best of è una raccolta differenziata”, spiegano i ragazzi. I tre inediti sono il pezzo sanremese, “Fare mattina” e “Facile” con un featuring di Luca Carboni. Il mezzo – come lo definiscono loro – è la riscrittura di Sono così indie, brano del 2012. Gli altri singoli sono quelli che hanno segnato il percorso della band dalla fondazione fino al Festival di Sanremo.