Il business della nostalgia: il disco in vinile vale il 9% del mercato italiano

Il disco in vinile è un modo diverso di vivere la musica. Che snobba l’offerta sovrabbondante di internet, ignora la gloria effimera del compact disc, non si addentra nella complessità di hard disk e mp3.
Nei primi sei mesi del 2017, 33 e 45 giri hanno fatturato il 9% del mercato discografico italiano (circa 5,3 milioni di euro, una crescita del 44% rispetto allo scorso anno), mentre a livello globale, si prevedono circa 40 milioni di copie vendute nel 2017. Così non è solo per nostalgia se Amazon propone anche quest’anno la settimana del vinile: dal 23 al 29 ottobre una sezione apposta raccoglierà una selezione di offerte speciali ed edizioni esclusive, spaziando dai grandi classici della musica italiana ai più recenti successi del Rock, del Rap, del Pop e non solo.

I dischi attuali non sono uguali a quelli di una volta, spesso – specie nelle stampe italiane – sottili e già un po’ sbilenchi, carichi di elettricità statica, con orribili buste interne bianche dove l’edizione originale aveva foto, testi, grafiche. Il vinile del terzo millennio è sempre vergine e di sostanza (il peso forma è 180 grammi), con copertine apribili, grafica curatissima, sontuosi libretti. Spesso il disco è doppio, quando una volta sarebbe stato comodamente in un singolo ellepì; un po’ è colpa del compact disc, che ha allungato la durata media degli album oltre i canonici 40-45 minuti del vinile.

In Giappone Sony ha deciso di riaprire una fabbrica di dischi in vinile, in Italia prendono finalmente fiato aziende come la Phono Press di Settala, e i negozi di dischi tornano di moda un po’ dovunque. Però è Amazon il maggior rivenditore di 33 e 45 giri in Italia, e per questa settimana speciale sono molte le edizioni limitate o esclusive che si trovano solo sul sito di e-commerce. Ad esempio Levante, con il suo album Nel Caos Di Stanze Stupefacenti in versione Picture Disc, ma pure una pagina di storia della musica italiana come Creuza de Mä di Fabrizio de André in vinile azzurro. Tra le chicche, due classici del pop e del rock come non si sono mai visti: Nord Sud Ovest Est degli 883 in vinile rosso, oppure un’infernale edizione color sangue di El Diablo dei Litfiba. Andando indietro nel tempo, c’è chi apprezzerà Figli Delle Stelle / E Tu Mi Porti Via di Alan Sorrenti, un 45 giri blu firmato dal cantante, oppure il singolo di Battisti Il Mio Canto Libero in vinile bianco. Per gli irriducibili degli Anni Ottanta, due hit dei Righeira: Vamos A La Playa / L’Estate Sta Finendo in solo 45 giri tutto giallo. Senza contare il rap (c’è ad esempio un box autografato con 10 Lp di Guè Pequeno), ma pure i Casino Royale con l’edizione numerata di CRX / CRX Remix o Neffa e Messaggeri della Dopa con il 45 giri di Aspettando Il Sole, opportunamente in arancione.

Il rito è sempre lo stesso, vecchio di decenni: si sceglie il disco, lo si sfila fuori dalla copertina, si fa scivolare lo sguardo sui solchi neri. Quindi si appoggia con cautela il vinile sul piatto, si solleva la puntina, si sposta il braccio e via. Il 33 giri ha ritmi lenti: venti, venticinque minuti di canzoni, poi il silenzio; si cambia facciata e si comincia di nuovo. E così un limite della tecnologia diventa lo spunto per uno scatto creativo: sulla divisione tra le due facciate giocheranno Bob Dylan, i Beatles, i Queen; Brian Eno ci costruirà Before And After Science (da poco rimasterizzato), i Rem Fables Of The Reconstruction, che diventa Reconstruction Of The Fables.