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Musica, attenti al volume. Giovani a rischio sordità

Studenti smemorati, che faticano a comprendere. La colpa potrebbe essere dei decibel, musica sparata a tutto volume nelle orecchie, e delle classi troppo rumorose.

Un adolescente su 5 lamenta un disturbo uditivo. L’Oms stima che oltre un miliardo di persone tra teenager e giovani adulti nel mondo sia a rischio. «Ascoltare musica con le cuffie o trascorrere molto tempo in ambienti rumorosi sono esperienze che possono portare a conseguenze negative. Se la musica raggiunge i 120 decibel rischia di produrre gravi danni, come dimostrato da numerose ricerche», afferma il professor Antonio Cesarani, presidente della Società Italiana di Audiologia e Foniatria.
«Per salvaguardare l’udito – aggiunge – è buona norma abbassare i volumi dello smartphone e ridurre l’uso degli auricolari. Può capitare che anche i giovani avvertano una sensazione di occlusione all’orecchio, associata a rumori o fischi (i cosiddetti acufeni). Quando i sintomi persistono è bene rivolgersi a uno specialista e sottoporsi a un esame audiometrico per valutare la presenza di un disturbo uditivo».
 
LA SCUOLA è un ambiente particolarmente rumoroso. Il chiasso, il rimbombo delle voci, i rumori delle sedie e dei banchi, tutto concorre a incrementare la pressione sonora sopra i 70 decibel. Studi recenti dimostrano come un eccesso di rumore possa impattare negativamente sul rendimento degli allievi, facendo diminuire le capacità mnemoniche, di comprensione dei testi e delle lezioni. Al rumore interno, si aggiunge spesso il rumore esterno: circa il 12% delle scuole italiane, infatti, è vicino a un aeroporto, il 9% è nei pressi dell’autostrada e l’8% si trova a un chilometro da una zona ad alto inquinamento acustico.

DIETRO a un alunno disattento e poco diligente può celarsi una ridotta sensibilità uditiva sottovalutata. Un adolescente su 5 (il 17% dei ragazzi tra i 12 e i 19 anni) convive con un disturbo uditivo da rumore che può accompagnarsi a scarsi risultati scolastici e minori opportunità professionali.

«I DISTURBI dell’udito che si presentano durante l’infanzia e l’adolescenza – commenta la professoressa Claudia Aimoni, dell’Università di Ferrara – possono causare riduzioni nella capacità di attenzione e concentrazione, difficoltà di lettura e comprensione, con conseguenze negative sul rendimento scolastico. Spesso, dietro un bambino considerato problematico, possono nascondersi disturbi uditivi non riconosciuti e, dunque, non trattati»
E ancora: «Oggi l’udito dei più giovani è messo a dura prova da fattori ambientali, come città o edifici scolastici particolarmente rumorosi, ma anche da abitudini rischiose: mi riferisco all’ascolto con cuffie o auricolari e alla diffusione dei giochi elettronici immersivi, con il volume che può raggiungere o superare gli 85-90 decibel. Le conseguenze sono preoccupanti: oggi le stime indicano che il 12% dei ragazzi tra i 6 e i 18 anni e il 17% tra i 12 e i 19 anni presenta un danno uditivo da rumore. Per questo motivo nelle scuole italiane –– conclude Aimoni – è importante abbassare i decibel: rendimento e rumore sono da sempre acerrimi nemici».
 
LA CONTINUA esposizione ai rumori può indurre il rilascio di cortisolo: un eccesso di questo ormone compromette la funzione nella corteccia prefrontale, impattando negativamente sul ragionamento, sul controllo degli impulsi e sulla capacità di pianificazione. La corteccia prefrontale ha anche un ruolo nelle capacità mnemoniche a breve termine. Inoltre, lo stress derivante da un continuo rumore di sottofondo può far diminuire i livelli di dopamina, impattando così in maniera negativa sull’apprendimento e sulla memoria. Per ridurre il rumore scolastico possono essere sufficienti alcuni semplici accorgimenti, tra cui incentivare l’uso delle lavagne elettroniche e posizionare feltrini sotto le sedie e i banchi.

LA STRATEGIA più efficace per proteggere l’udito degli studenti e metterli nelle migliori condizioni di imparare è, senza dubbio, l’insonorizzazione delle aule scolastiche. In Italia sono stati fatti alcuni esperimenti. All’Istituto Cavalieri di Milano sono state realizzate aule senza rumore grazie a pannelli fonoassorbenti e una speciale parete che ha permesso di dimezzare il cosiddetto tempo di riverberazione, la variabile di riferimento per la valutazione del profilo acustico di un ambiente. E come comportarsi con gli auricolari? Abbassare i livelli di MP3 e smartphone in modo da sentire i rumori circostanti e indossare protezioni come i tappi per le orecchie in ambienti particolarmente rumorosi come stadi, convogli, traffico cittadino, concerti rock.

fonte quotidiano.net

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