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Tutto quello che c’è da sapere su MAGELLANO il nuovo disco di Francesco GABBANI

A due mesi dalla vittoria a Sanremo con Occidentali’s Karma, Francesco Gabbani è pronto per presentare il suo album: Magellano

“Un concept album involontario”, lo definisce il cantautore toscano che è stato “colpito, ma non affondato” dall’inaspettato successo sanremese.

Nove brani che, a posteriori, spiega, hanno evidenziato un fil rouge. “A disco fatto, scegliendo il titolo Magellano, ho capito che a unire le canzoni era il concetto del viaggio. Non tanto in sé e per sé, ma in quanto scoperta. E Magellano è l’esempio di chi non si ferma davanti alle cose certe, ma si addentra con coraggio verso l’ignoto”.

Un viaggio che lo stesso Francesco, dopo la vittoria nel 2016 tra i Giovani al Festival, sta percorrendo a tutta velocità. Sarà infatti tra i protagonisti del Concertone del Primo Maggio a Roma “ma da musicista, più che da sostenitore del significato del primo maggio” e poi, dal 9 al 13, a Kiev per l’Eurovision Song Contest, dove, dato tra i favoriti, porterà anche la scimmia.

La tracklist di “Magellano: “Magellano”, “Tra Le Granite E Le Granate”, “Occidentali’s Karma”, “A Moment Of Silence”, “La Mia Versione Dei Ricordi”, “Susanna, Susanna”, “Foglie Al Gelo”, “Pachidermi E Pappagalli”, “Spogliarmi”.

“Magellano” è il titolo del nuovo album di Francesco Gabbani e contiene il brano “Occidentali’s Karma”, vincitore dell’edizione 2017 del Festival di Sanremo e hit di successo nelle classifiche italiane ed estere. Pubblicato da Bmg e distribuito in Italia da Warner, il nuovo album riunisce nuovamente assieme a Francesco Gabbani, gli altri co-autori di Occidentali’s Karma, ovvero Filippo Gabbani, Fabio Ilacqua e il produttore Luca Chiaravalli.

Il nome del navigatore ed esploratore portoghese è stato scelto dal cantautore per esprimere con immediatezza l’idea del viaggio, inteso non solo come il moto verso un luogo. Un concept album involontario, insomma, nato quasi per caso col Settembre 2016, per raccontare i vari percorsi che ognuno di noi è chiamato a compiere lungo la propria esistenza.

Ed è proprio il percorso, sia geografico che emotivo, ad essere il fil-rouge dell’intero album, dove il cantautore toscano ha condensato la propria creatività artistica in nove tracce, ciascuna dal sapore differente. Come uno chef musicale, Gabbani ha infatti dosato le note in proporzioni differenti, combinandole con ritmi e strumenti in grado di portare l’ascoltatore ad assaporare gusti musicali eterogenei.

C’è molta canzone d’autore, in “Magellano”, dove si fondono sapientemente parole e musica, altalenando tra melodie raffinate e ritmi coinvolgenti. Il giusto mix di ingredienti sonori, dall’elettronica a uso di strumenti più tradizionali, confermano lo stile del polistrumentista di Carrara, capace di rimanere in equilibrio tra la composizione autorale e l’esplorazione di nuovi mondi, facendo evolvere la propria musica ed evolvendo con essa.

Gabbani, nel disco, ha in aggiunta partecipato attivamente alla produzione, componendo, scrivendo e suonando di propria mano molti dei passaggi strumentali contenuti nelle varie tracce.

Oltre alle note musicali, poi, ce n’è anche una di colore: nell’album è contenuta un’ulteriore chiave di lettura, quasi come una ghost track concettuale, per gli appassionati di numerologia: la scelta di includere 9 tracce nell’opera è figlia di un ricorrente numero 9, nella quotidianità di Francesco

Gabbani. Nato il giorno 9 di Settembre (il nono mese), Gabbani ha concretizzato la propria ascesa verso il successo nell’anno 2016 (con la vittoria a Sanremo Giovani), la cui somma delle cifre offre nuovamente il numero 9. Da lì, l’idea di realizzare un disco con 9 brani, il numero perfetto della triade elevato al quadrato.

Francesco Gabbani. «Abbiamo scelto di usare “Magellano” come titolo dell’album, perché rappresenta una figura significativa ed emblematica. Quando abbiamo allineato i brani che avrebbero composto l’album, abbiamo scoperto una continuità concettuale tra gli stessi, che è appunto quella del viaggio, inteso soprattutto come scoperta di se stessi, attraverso varie sfaccettature. Le diverse canzoni contenute del disco possono essere identificate come le varie tappe del percorso musicale contenuto nel Cd».

Fabio Ilacqua: «Nell’album si parla di viaggio, non tanto in senso letterale, ma più che altro in senso mitico, legato, da una parte, all’immaginazione e al desiderio di compierlo, e dall’altra all’incapacità di abbandonare un luogo sicuro per addentrarsi in quell’intricata foresta che ognuno di noi rappresenta. Un viaggio che è anche un sogno di fuga dall’incubo della quotidianità, dall’accettazione passiva di un modello educativo che impartisce a tutti e in maniera trasversale la stessa lezione. Il viaggio va inteso anche come una sorta di rottura degli schemi, una presa di coscienza tesa finalmente all’azione, alla protesta».

Filippo Gabbani: «C’è soddisfazione nel lavoro fatto e nell’aver contribuito attivamente alla creazione dell’album, lavorando assieme a professionisti che stimo. Ringrazio quindi i miei co-autori di avermi dato l’opportunità di esprimermi, sia nella scrittura che nella produzione, fondendo il mio bagaglio artistico con il loro.

Luca Chiaravalli: «Questo Cd ha significato qualcosa di unico e lo dico dopo aver avuto modo di realizzare molti dischi, in carriera. A livello creativo è stato molto libero e ricco di affinità artistiche. Anche quando c’erano dei momenti in cui eravamo un po’ incagliati, c’era sempre uno di noi che risolveva la questione e che soffiava sulla vela di Magellano, per far ripartire il nostro viaggio. Francesco Gabbani ci ha dato l’opportunità di liberare la nostra creatività e i brani sono intrisi del rapporto magico che si è andato a creare tra noi.

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Francesco Gabbani a Firenze