Anastacia e la sua ‘Resurrection’ tra i fan adoranti

Urla il suo nome, le intona ”Sei bellissima” e piange quando le rivolge una domanda. Il pubblico italiano ama ancora moltissimo Anastacia e l’incontro con i numerosi fan di questo pomeriggio alla Libreria Feltrinelli di Milano ne e’ la dimostrazione.

La cantante da 30milioni di dischi venduti nel mondo presentava il suo ultimo album ‘Resurrection’ e per l’occasione ha annunciato il prossimo concerto all’Arena di Verona l’1 giugno. Sul palco, per festeggiare i ”100 anni d’Opera + 1” dell’Arena, ci saranno anche Massimo Ranieri, il Volo, Riccardo Cocciante e verranno presentati diversi momenti tratti dalle opere piu’ famose e da due musical, Jesus Christ Superstar e Notre Dame de Paris. Anastacia sara’ accompagnata da una grande orchestra ma non ha voluto aggiungere particolari su quello che fara’. Vestito lungo, cappellino e giacca di pelle, Anastacia ha raccontato quale sia stata l’esperienza che piu’ l’ha segnata in Italia, quella a fianco di Pavarotti: ”non dimentichero’ mai quel momento”, ha spiegato, ”lui ha cantato una mia canzone, proprio accanto a me. Credo sia stata l’esperienza piu’ intensa di tutta la mia vita. Di fronte a tanta bravura pero’, ho iniziato ad avere dei dubbi sulla mia voce e lui mi ha detto che la mia voce non sbagliera’ mai”. La recente lotta di Anastacia contro il cancro (il secondo nella sua vita) ha ispirato il titolo ‘Resurrection’: ”ho scoperto di essere malata proprio mentre stavo registrando questo lavoro percio’ ho deciso che se fossi guarita sarebbe stato l’album della resurrezione”. La musica e l’affetto dei fan, che ha sempre sentito molto, l’hanno aiutata: ”all’inizio non vi ho mostrato le foto di me in ospedale”, ha confessato ai fan, visibilmente commossa, ”perche’ non vi volevo turbare. Ma ora voglio urlare a tutti che si puo’ lottare e si puo’ vincere”. A una fan che le ha chiesto che cosa direbbe oggi a Michael Jackson, Anastacia ha rivelato: ”spesso mi vengono in mente proprio le ultime conversazioni che abbiamo avuto al telefono, cosi’ intime, dove ci raccontavamo le cose piu’ semplici. Mi manca, mi ha influenzata molto”.