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Ligabue, “comunista” ormai non ha senso

L’edema alle corde vocali, che lo ha costretto a rimandare di 10 giorni la partenza del tour nei palasport, è rientrato e Ligabue ha dato il via da Acireale al primo dei 55 live di Made in Italy. “Mai successo prima: ho dovuto fare i conti con questa nuova vulnerabilità e mi ha segato le gambe”, ha spiegato dopo le oltre due ore di concerto, in cui non si è risparmiato. “Avevo voglia di raccontare il mio disco, che è l’espressione di un amore non corrisposto verso l’Italia, della frustrazione per ciò che non funziona. Ma non ha a che fare con la sinistra né con la destra. Sono deluso: avevo creduto che la politica si potesse occupare degli ultimi”.
Perdono significato anche le definizioni. “Comunista? Ormai non so che senso abbia. Vengo da una famiglia comunista, ma non ho mai preso nessuna tessera di partito: ho bisogno della mia libertà di pensiero. Il M5S? Razionale il rifiuto verso chi ha rappresentato la politica finora. Il reddito di cittadinanza è la cosa più di sinistra che io possa pensare”.