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Vinili alla riscossa e i grandi classici vendono meglio delle nuove star

Per la prima volta negli Usa le vendite dei vecchi album superano le nuove uscite.La vera novità discografica del 2015? Non è nuova. Quello appena concluso è stato l’anno della rivincita del “vecchio”, meglio se in vinile: per la prima volta nella storia, le vendite degli album di catalogo, realizzati anni fa e ristampati o ancora in circolazione, negli Usa hanno superato le vendite degli album nuovi. Non di poco: gli album di catalogo hanno venduto 122,8 milioni di copie contro i 118,5 di quelli nuovi. Un sorpasso storico, un piccolo evento che racconta come stia cambiando il consumo della musica, dato curioso soprattutto se messo accanto a quello delle tracce digitali, dove ugualmente quelle vecchie hanno superato le nuove, e quello dei cd, dove il dato si ripete.

Nostalgia? No, perché il pubblico della musica registrata, quello che spende per acquistarne in ogni forma (cd, streaming, vinile, download) è fatto soprattutto di giovani, la fascia d’età dai 14 ai 35 anni, un pubblico che per motivi evidenti ha avuto un rapporto solo occasionale con quello che viene comunemente definito “classic rock” e invece è cresciuto con musica digitale, videoclip e internet.

Assieme agli album “vecchi” ritrovano un ruolo anche i “vecchi” negozi di dischi, o negozi non convenzionali che dedicano spazi ai vinili, nuovi e usati.