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60 anni di Stratocaster, il compleanno di un mito

L’espressione si usa spesso, ma mai come in questo caso sembra appropriata: un pezzo, rilevante, di storia del rock compie 60 anni. Era il 1954 infatti quando Leo Fender ideò e realizzò il modello di chitarra elettrica più celebre, rimasto sostanzialmente invariato da allora. C’è chi l’ha maltrattata (Yngwie Malmsteen), chi l’ha addirittura distrutta o spaccata (Jimi Hendrix al Festival di Monterey poi Kurt Cobain), chi l’ha accarezzata come si farebbe come una bella donna (Mark Knopfler), chi l’ha voluta modificata (Eric Clapton tra i primi) e chi l’ha piegata per renderla protagonista del proprie inconfondibili sonorità (Dave Gilmour).

Quello che è certo è che, dal qual 1954, non c’è stato decennio in cui la Fender Stratocaster non abbiamo surfato sull’onda delle sonorità emergenti, esaltandole: dal funk alla discomusic, dal pop al grunge. Da subito contrapposta alla rivale Gibson Les Paul, più anziana, la Stratocaster è riuscita non di rado a convincere anche i testimonial più noti della sua competitor: è il caso di Jimmy Page, fondatore dei Led Zeppelin e uno di 50 Top Guitarist di tutti i tempi.

I motivi di questo successo, e della sua parziale identificazione con l’evoluzione della storia del rock sono diversi: dal maggior numero di pick-up all’introduzione della leva del vibrato, dalle soluzioni soluzioni più ergonomiche con una forma innovativa, alla leggerezza, alla maggiore facilità ad accedere alle note più acute, alla scelta del solid body. Nel dicembre dell’anno scorso la Fender Stratocaster di Bob Dylan (leggendaria per essere appartenuta a Zimmermann più per che per l’adattabilità delle sue sonorità alla musica del cantautore) è stata battuta all’asta a 965 mila dollari.

Fallito lo sbarco a Wall Street due anni fa, la Fender a maggio aha arruolato Bono e Tge Edge degli U2 per rilanciare il marchio e affrontare le sfide dell’era digitale. Ma l’ultimo capitolo non è stato ancora scritto.

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