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I Rolling Stones tornano a Roma dopo 47 anni

Se le 65 mila persone attese domenica 22 a Roma non rappresentano un record per la carriera dei Rolling Stones, il Circo Massimo è comunque una delle location storicamente e artisticamente più importanti in cui abbiano mai suonato. Scorrendo i dati il record di presenze rimane il concerto del 2006 sulla spiaggia di Copacabana a Rio de Janeiro: il computo finale è circa un milione e mezzo di spettatori, uno dei più visti di sempre (il record sembra appartenere a Rod Stewart che a Capodanno del 1994, tanto per cambiare a Copacabana, secondo le statistiche ha richiamato 3.500.000 spettatori. Resta da chiedersi chi li ha contati). Tornando agli Stones, la lista dei cinque concerti più visti comprende al secondo posto Hyde Park del 1969 (500 mila persone), Toronto 2003 con 450 mila, il tragico show di Altamont 1969 (quando il servizio d’ordine degli Hell’s Angels uccise un ragazzo sotto il palco) 300 mila, Knebworth 1976 120 mila. Stavolta per tornare in Italia è noto che Mick Jagger ha voluto una location storica, rinunciando a San Siro, dove hanno suonato nel 2003 e nel 2006. L’ultima volta a Roma invece risale al 2007, allo stadio Olimpico. E’ proprio il raffronto con quei concerti, che hanno richiamato in media tra i 30 e i 40 mila spettatori, e l’attesa che si è creata per la data del 22 giugno, spiega meglio di qualsiasi altra riflessione la diabolica capacità di Jagger e compagni di sapersi reinventare costantemente rimanendo sempre “gli Stones”: quest’anno sono l’evento e infatti – venerdì è stata messa in vendita l’ultima tranche di biglietti – si aspetta il tutto esaurito. E non è che nel frattempo abbiano fatto molte cose, se non fare tesoro al massimo del loro ineguagliabile repertorio, celebrare i 50 anni dio carriera e aspettare che Keith Richards fosse di nuovo pronto per andare in tour.

   “Time Is On My Side” è uno dei loro inni e la gente continua a essere attratta da questa sfida dai contorni sulfurei: sarà l’ultima volta? Ce la faranno ancora? Sono anni che i Rolling Stones portano a casa milioni di dollari con tournée che “potrebbero essere l’ultima”. E ora, nonostante gli acciacchi di Richards, suonano come non hanno mai suonato nei loro ultimi tour. Hanno anche ripreso a bordo Mick Taylor, il chitarrista che sostituì Brian Jones, ha registrato alcuni dei capolavori della band, partecipato a tour che sono nella storia per uscire artisticamente e umanamente sbriciolato dall’esperienza. Tutt’altra cosa dalla pellaccia dura di Ron Wood, il blood brother di Keith Richards, che, nel suo piccolo, è nella band da più di 30 anni. Mentre il mondo del gossip impazza per le foto delle effusioni di Jagger (notoriamente un seduttore seriale) con una ragazza in un hotel di Zurigo a poche settimane dal suicidio della sua ex L’Wren Scott (che per altro gli ha anche lasciato l’intero patrimonio), gli amanti della cabala si chiedono se anche questa volta i Rolling Stones porteranno fortuna all’Italia del calcio. Tutti ricordano che nel 1982, sempre a luglio, Mick Jagger (che è un tifoso dell’Arsenal) indossò la maglia di Pablito Rossi e indovinò anche il risultato della finale del trionfo spagnolo. Anche nel 2006, ai tempi della vittoria in Germania di Cannavaro e compagni, gli Stones erano qui a luglio, allo stadio San Siro di Milano. Jagger pronosticò una vittoria sulla Francia per uno a zero. Per la verità sono venuti anche nel 1990 (tre concerti, due al Flaminio di Roma, e uno al Delle Alpi di Torino) ma in quell’occasione le cose per l’Italia di Vicini non andarono come sperato. L’appuntamento del Circo Massimo è a 47 anni dalla loro prima volta in Italia quando, nel 1967, tennero due concerti al giorno (di 40 minuti l’uno) il cinque aprile al Palazzo dello Sport di Bologna, il sei al Palazzo dello Sport di Roma, l’otto al Palalido di Milano e il nove al Palazzo dello Sport di Genova. Torneranno poi nel 1970 suonando al Palasport di Roma e al Pala Lido di Milano per due show suonati mentre fuori imperversavano gli scontri tra auto riduttori e polizia. Niente a che vedere con l’atmosfera da grande evento che caratterizza l’attesa per il 22 giugno: il Circo Massimo è un luogo deputato ai grandi raduni e c’è da scommetterci che Sir Michael Philip Jagger, Keith Richards, Charlie Watts e Ron Wood riusciranno a lasciare la loro impronta anche in questa storia. (ANSA)

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