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Morandi in tour, un viaggio lungo 50 anni

Migliaia di persone, la sera, vestite di tanti colori. Non con la tenuta che si trova ai concerti.

Gli abiti sono comodi – perche’ alla fine l’Unipol Arena non e’ un teatro – ma non c’e’ traccia delle tinte scure che dominano di solito. Non sono tanti gli artisti in grado di riempire un palasport di persone normali, dipingendo le gradinate di dolcevita, camicette e polo color pastello. Ma Gianni Morandi non e’ un’artista come tanti. E il pubblico di Bologna, venuto ad applaudirlo per la prima data del suo tour , solo insieme ’14 Live 7.0′, e’ qui a dimostrarlo. Pochi secondi dopo l’ingresso in scena, sono gia’ tutti in piedi, abbandonate le sedie, gli si fanno intorno. La sicurezza ha faticato non poco a contenerli. “Mi son sorpreso di vedere tutta questa gente fantastica, questa accoglienza dopo tanti anni. Ho fatto tante cose, ho condotto Sanremo, ho fatto un film. Ma cantare e’ tutta un’altra cosa”. Poche parole, ed e’ partita la lunga serie di canzoni. Ritmo alto, di corsa, pochi secondi tra un brano e l’altro, ed e’ inevitabile se l’obiettivo e’ coprire, in due ore e mezza, cinquant’anni di musica con una selezione di oltre quaranta canzoni in rappresentanza delle 570 che ha inciso, “ne sappiamo tante di quelle canzoni”. Poi, certo, si fa fatica a credere che quel 7.0 che sta nel nome del tour sia un incrocio tra la sua ultima anima – quella social, attraverso una seguitissima pagina Facebook su cui ha postato live anche un video mentre canta, accompagnato dal pubblico, ‘La fisarmonica’ – e quella che a dicembre sara’ la sua eta’ anagrafica: 70 anni. Per farlo fermare c’e’ voluta “una mosca, qualcosa, non so” che gli e’ entrata in gola. Ma anche allora, e’ stato forse un minuto senza cantare. Il tempo di parlare del Bologna – di cui e’ presidente onorario – che domani si gioca la serie A: “A proposito di Forza Bologna, oh…. – ha detto – Ho paura che sia molto dura, domani andiamo allo stadio e vediamo”. Tutta la sua storia: ‘Occhi di ragazza’, ‘Ma chi se ne importa’, ‘Vita’, ‘Un mondo d’amore’, ‘L’amore ci cambia la vita’, ‘C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones’… C’e’ anche un flashback nel look: giacca in paillettes per tornare all’eta’ dell’innocenza, ‘Andavo a cento all’ora’, ‘Se puoi uscire una domenica sola con me’, una scatenata ‘Fatti mandare dalla mamma’. Tutto, senza quasi mai smettere di muoversi sul palco, su e giu’ tra la passerella e la mini scalinata sullo sfondo, che sale di corsa dribblando fiati e coriste. In forma, “In fondo non son mica cambiato tanto… L’eterno ragazzo… – ha scherzato – oh, come diceva Fiorello, dall’eterno ragazzo all’eterno riposo…”. E giu’ un gesto a dire, siam li’. Ma intanto, lui e’ qui. Davanti ai suoi fan garbati. C’e’ chi gli porta un biglietto. Chi al prezzo del biglietto ha aggiunto i soldi per un bel mazzo di fiori da portargli sul palco appena possibile. Lui raccoglie, due passi e riprende a cantare.

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