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Il mondiale e la canzone

Il calcio ha da sempre influenzato la cultura e la musica, contribuendo alla nascita di veri e propri capolavori come gli italiani «La leva calcistica del ’68» o «Una vita da mediano». Le canzoni di De Gregori e di Ligabue sono, a tutti gli effetti, entrate nel cuore degli italiani, dimostrando quanto questo sport sia un’allegoria della vita.

 

Per il mondiale Brasile 2014 l’Italia dovrà percorrere una strada difficile, ma i Negramaro hanno già dedicato il loro ultimo album «Un amore grande così» alla nuova avventura italiana. Il mondiale d’altra parte è sempre stato un motivo più che valido per scrivere canzoni. 

La vittoria del 2006 ha portato all’Italia un’eredità musicale forse un po’ imbarazzante, la canzone di dj Fabio è probabilmente entrata con forza in molte classifiche trash della musica italiana. 

Non possiamo dimenticare però il testo di Edoardo Bennato e Gianna Nannini scritto in occasione del mondiale Italia ’90. Il ritornello di Notti Magiche riesce a stimolare la fantasia di tutti, anche di chi è troppo giovane per aver testimoniato all’evento, d’altra parte il brano si trovò per settimane in cima alla classifica e fu in assoluto il più venduto dell’anno. 

Tornando indietro agli anni ’70 non possiamo non ricordare Mina che interpretò la canzone di  Fausto Cigliano «Ossessione ’70». La canzone gioca con un umorismo non-sense sulla formazione della nazionale finendo ogni versetto con la staffetta che vedeva alternare Riviera e Mazzola con Zoff. 

Fuori dall’argomento mondiale la metafora calcistica è stata spesso usata per i più ampi scopi, come il rap di Frankie Hi-Ngr col suo «Rap Lamento». Il testo fa una caustica satira politica accostando il sistema democratico a una partita calcistica con regole spesso infrante e molto vaghe, mentre il voto non risolverà alcun problema bensì ne creerà di nuovi fra i quali scegliere. 

Il calcio non manca di essere tramite per storie d’amore. Se il passato voleva il tifo solo al maschile come canta Rita Pavone ne «La partita di pallone» e il calcio è quasi un rivale del gentil sesso, un più avveniristico Adriano Celentano in «Eravamo in 100.000» canta di un improbabile colpo di fulmine durante una partita.

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