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Kurt Cobain, l’uomo che cambiò il rock

Come stabilito dal coroner, il 5 aprile 1994 Kurt Cobain si sparò un colpo alla testa nella sua villa di Seattle. Il suo cadavere fu trovato tre giorni dopo da un elettricista, arrivato per installare un sistema d’allarme. Pochi giorni fa la polizia ha diffuso alcune foto inedite delle stanze che hanno ospitato quell’evento terribile: l’atmosfera, il disordine, gli oggetti sono quelli tipici della casa di un tossico. Anche l’uomo simbolo del grunge è caduto vittima della maledizione dei 27 anni: come Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, Amy Winehouse. Sono dunque passati 20 anni da quel triste giorno di aprile, quando l’uomo che ha cambiato le regole del rock contemporaneo ha deciso di chiudere volontariamente la sua esistenza così faticosa.

Kurt Cobain è, ed è stato, un’icona suo malgrado. Con i Nirvana era riuscito a sintetizzare quei fermenti musicali che si concentravano a Seattle rendendoli però universali. “Nevermind”, uno degli album rock più importanti della storia, nel 1991 ha clamorosamente portato la musica indipendente in vetta alle classifiche. La fama, il ruolo di leader carismatico sono sempre stati vissuti come un peso diventato un incubo dopo l’attenzione gossippara che il matrimonio con Courtney Love aveva creato attorno alla coppia. Una relazione piena di ombre, segnata dalla comune passione per l’eroina, dalla nascita della figlia Frances Bean e finita quel cinque aprile dopo un matrimonio alle Hawaii, tentativi di suicidio (uno compiuto a Roma), i soliti inutili ricoveri in clinica per temporanei rehab. La morte di Cobain ha messo fine anche all’avventura dei Nirvana. Krist Novoselic, che era suo amico dai tempi del liceo, è rimasto un po’ in disparte, Dave Grohl si è costruito una fortunata carriera come leader dei Foo Fighters.

Kurt Cobain, che aveva un talento indiscutibile anche come artista figurativo, è una fonte d’ispirazione non solo per i musicisti: per ricordarlo il 9 aprile uscirà “Nevermind” (Rizzoli Lizard), il nuovo lavoro di Tuono Pettinato (Andrea Paggiaro), omaggio a fumetti di uno degli autori più vista del made in Italy dei comics.

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